…Niente, gli uscivano solo suoni gutturali, forti come un trombone stonato. Ervine era lì, seduto con le gambe accavallate che si annodavano su se stesse. Voleva parlare, dire qualche cosa; ma dalla sua bocca incredula uscivano solo terribili suoni sordi e malmessi. “Tutto bene signor Ergine?” “Ervine”, riusci a favellare a mala pena sforzandosi con la gola, con il petto, persino con lo stomaco. Uscì fuori il suo nome e poi assieme tutta una serie infinita di parole, più o meno alla rinfusa, che lentamente presero forma e vigore. Un ritmo così non lo ricordava neppure. Frasi pronte e decise, piene di orgoglio e voglia di fare. Ma insomma tradurre le recensioni di qualche filmetto a luci rosse era poca cosa rispetto alle capacità del ragazzo. Almeno così pensava lui, ma al momento questo passava il convento. Il lavoro, in poche battute era già nelle sue mani. Uscì dallo studio mentre la dottoressa lo fissava ancora attonita, sbigottita ma sicura di aver scelto la persona giusta.
Ci voelva qualcosa per festeggiare. Un momento così andava vissuto come si deve. “Frittelle!”, “qui ci vogliono le frittelle di Mike!”. Mike era sempre attento nei confronti dei suoi clienti; ma per Ervine riservava una oculatezza quasi maniacale. Sfornava per lui frittelle d’orate, ricche di zucchero appena macinato, preparate con le uova fresche, freschissime. Ogni volta che Ervine lo chiamava si prendeva cura di ripulire il forno e preparare il fondo. Era questo il segreto di una perfetta doratura. Le ciambelle lievitavano, danzavano nel forno con il calore e producevano fragranti scoppiettii. Una prelibatezza per il palato.
Popularity: 11% [?]
